
Olivier Rousteing, giovanissimo nuovo prima stilista di Balmain, non fa rimpiangere il grande Christophe Decarnin, suo maestro, dal quale sembra aver ereditato il gusto rock chic, la creatività e la capacità di osare, sempre con grande stile.
Per la collezione Primavera Estate 2012 sfilata a Parigi, Olivier Rousteing porta in scena una donna che assomiglia un po’ ad una ballerina spagnola mixata con il west in un turbinio di gonne lunghe, mini in pelle tagliata al laser, denim adornato sapientemente con dettagli dorati, un po’ barocchi ma sicuramente di grande impatto.
Non mancano le frange ad abbellire le splendide giacche bolero, i pantaloni bianchi, le minigonne e insieme ad ornamenti dorati si mescolano creando splendidi giochi che ricordano tanto i motivi indossati dai toreri spagnoli.
Lo stile Balmain rimane intatto anche per quel che riguarda le silhouette, sexy e asciutte, l’intarsio di elementi metallici, il contrasto di materiali diversi ma armonizzati in un complesso davvero ben fatto.
I colori principali sono il bianco, il nero, l’oro, alcuni pattern a fiori e il denim, proposto in una tonalità di azzurro chiaro e slavato.
Anche gli accessori colpiscono: stivaletti alla caviglia, bracciali a fascia o a catena dorati, cinture più o meno ampie con preziose fibbie dorate, dettagli perfetti per le nuove glam rockers con una passione per il western style.
Via | style.com
collezione Balmain primavera estate 2012




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Un vero crescendo la collezione di Alber Elbaz per Lanvin, che parte dal nero e dalle linee austere e pulite, quasi concettuali, per arrivare ad un tripudio di colori e al suo riconoscibilissimo tratto. Ruches, mega volant, lunghezza al ginocchio per abiti rosso ciliegia, arancione, giallo ocra (uno dei suoi colori), il rosa pesca, che seguono il nero, il grigio antracite, il marrone. Qui e lì qualche variazione, nell’abito in pizzo, nella stampa floreale o nella fantasia a pois.
Immancabile il cappello a tesa larga (abbiamo capito che sarà un vero e proprio must have per il prossimo inverno), e il bijoux oversize, tratto distintivo dello stile Lanvin. Deliziosi gli head band e le scarpe con tacco altissimo e l’iconico cinturino alla caviglia, per un tocco very Lanvin.
Foto | Vogue.it
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Si ispira al ritorno alle “Cool cold mountain”, come si legge nella press release, la collezione donna dei gemelli Dean e Dan Caten per il prossimo autunno/inverno 2011, come anche quella maschile che abbiamo visto poco più di un mese fa. Una collezione per una donna che non teme il freddo, che ispira alle figlie dei pionieri e dei minatori, che cammina impavida sotto la neve, si veste a strati e usa tanta pelliccia e tanta pelle. Una silhouette bene definita e iper femminile per la sera, con abiti lunghi con strascico a definire una forma femminile e dal punto vita alto e ben segnato; silhoeuette over invece per il daywear, dove il denim si mixa ai gilet, ai grembiuli, ai manicotti. Non manca la pelliccia, che fa capolino qui e lì, la pelle che definisce il cappotto che in lunghezza tocca il suolo.
Le lunghezze sono a terra, dominano i colori scuri, su tutti il nero; anche grigio e marrone si combinano alla luce regalata dalle camicie bianche; rosa antico e rosso bordeaux dominano sulla maglieria, mentre non manca nemmeno il classico check Dsquared2. Pelliccia anche per le pochette, per i colli e i copri spalle in volpe; non mancano i cappelli in panno tipicamente americani, le cinture, i guanti. Sorprendenti le scarpe che, sotto il tacco altissimo, hanno le lame, sì, proprio delle lame, come nei pattini per il ghiaccio: notevoli! Nel backstage a salutare moltissime celebrities tra cui Melissa Satta, bellissima.
Come sempre spettacolo magistrale della Maison Dsquared2, che ormai tutti attendono (e a cui tutti vorrebbero partecipare) con ansia: se ne vedono poche di sfilate dove il set e la musica (creata sempre a sei mani da Adriano Alboni con i gemelli Caten) sono così curate e parte integrante dello show. E, dopo il rock degli Ac/Dc il saluto finale è sulle note di “Rebel rebel” di David Bowie: c’è forse canzone più azzeccata per i “gemelli terribili della moda”? Nella gallery tutti i look della sfilata e qualche foto dal backstage e di Melissa Satta.
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Maria Carla –Boscono-, Natasha –Poly-, Isabeli –Fontana-, Daphne –Guinness-: sono solo alcune delle super top che hanno interpretato la donna di Roberto Cavalli per il prossimo Autunno/Inverno 2011. A sfilare in una location che ormai abbiamo imparato a conoscere bene, l’Arco della Pace in Piazza Sempione, per uno degli show più attesi e partecipati della settimana della moda milanese; tantissime le celebrità ad applaudire le creazioni del Maestro – e per molti, amico- Roberto Cavalli: super star fotografatissima Kelly Rowland , ma non mancano Valeria Golino, Filippa Lagerback e Federica Panicucci, Nadège e Michelle Yeoh.
Una collezione molto forte, per una donna strong, che abbina il corpetto quasi rigido incrostato di pietre con i pantaloni iperdecorati di pizzo trasparente; broccati, velluti, damasco, tessuti decisamente preziosi e “barocchi” si combinano a giacche di tessuti preziosi come il velluto devorè stampato, i ricami e le pietre dei colori del metallo (oro e argento su tutti), tessuti animalier, segno distintivo della Maison diventano lo sfondo per il protagonista assoluto di questa collezione, il serpente. I bagliori e la luce del metallo si fondono alla leggerezza degli abiti; belle le giacche dalla forma ad uovo impreziosite anch’esse da ricami metallici che disegnano serpenti stilizzati sui bordi e sulle spalle. Dominano i colori scuri, il nero, il blu, accesi dal rame, il ferro, l’oro, e interrotti dal rosso e dall’azzurro di alcuni abiti corti in mousseline. Anche da Roberto Cavalli non manca la pelliccia, che si palesa sotto forma di gilet di pelliccia di volpe abbinati ad abiti lunghi, per contrasto. Tra gli accessori, notevoli le cinture rigide e le scarpe, dei mocassini di rettile con il tacco (14 cm!) di corno.
Una donna decisamente “strong”, che abbina i capi del guardaroba a rendere evidente la sua forza: una moderna eroina che sembra uscita da un film, sguardo severo, passo deciso e capelli bagnati. La silhouette è costruita da sovrapposizioni di forme rigide e fluide e resa preziosa da ricami, il gioco di sovrapposizioni dei look in passerella, consente, come dice Cavalli in persona, “a ciascuna di seguire la propria ispirazione (…) perchè è arrivato il tempo in cui ogni donna si trasformi in designer del proprio look”.
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Una delle cose che apprezzo di più (e non è ironia) è la tensostruttura (leggi anche tendone) che è stato posto in Piazza Duomo e che fa da location per alcune sfilate; vedere il Duomo, e Milano, che in giornate di sole fanno da cornice alla moda e al suo circo (se date un occhio per le strade è davvero un circo). Scusate questa romantica digressione sulla città capitale della moda italiana, ma secondo me ogni tanto va ricordato anche questo aspetto. Oggi siamo da Ermanno Scervino, marchio fiorentino che nel giro di pochi anni si è affermato nell’Olimpo della moda.
Passiamo alla collezione. Una collezione che strizza l’occhio al minimalismo e alle signorine bon ton, mantenendo comunque un po’ di quell’anima rock che caratterizza il marchio; è cominciata un’evoluzione, lo stile sta maturando e lo si vede nella ricchissima collezione che sfila in passerella oggi; una passerella che non esiterei a definire titanica, tanti sono i pezzi e i look che abbiamo modo di vedere. Colori dominanti il bianco e il nero, il melanzana e il color cammello, il verde, sia nella nuance in verde acido che in verde bosco, il ghiaccio e il grigio, con qualche tocco di arancione. Tronchetti e sandali con maxi plateau definiscono lo stile di questa donna, che di giorno sceglie mise con cui “coprirsi” e di sera osa di più, come con l’abito a tuta con pantaloni a zampa di elefante che lascia completamente scoperta la schiena, interpretato magistralmente dalla top Bianca Balti.
Gioca sul contrasto il nude look con il cappotto che arriva alle caviglie (e oltre), i pantaloni di lurex si combinano con semplicissimi pull che, sorpresa, portano l’abbottonatura sul retro (come si usava tanti anni fa). La luce è regalata dalle paillettes e dal lurex che illumina anche abiti da sera drappeggiati così come il pull bcbg (bon chic bon genre) abbinato alla strizzatissima gonna a tubo. Il verde acido fa capolino su abiti di linea essenziale e su cappotti, combinandosi con la pelliccia avorio. Anche per Ermanno Scervino la pelliccia è un capo irrinunciabile (ma è eco!) per questa stagione, e diventa la bordura di cappotti, giacche, abiti, cappe. Anche lo styling dei capelli guarda indietro, con i capelli gonfi e raccolti sulla nuca, come si usava negli Anni Sessanta; e, a completare il tutto, occhi bistrati di nero.
Ermanno Scervino





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Una piacevole sorpresa quella della sfilata di Paola Frani. Come nei tempi che furono la collezione sfila all’interno dello showroom del marchio, in un’atmosfera intima e raccolta. In prima fila il Presidente di Camera Moda, Cav. Mario Boselli, pronto sempre a sostenere le nuove leve del made in Italy. Leggerezza è la parola d’ordine di questa collezione: le piume saranno il filo conduttore di tutto, piume sulla passerella, piume sugli abiti, piume sugli accessori e tra i capelli; il trend lanciato da “Black swan” sembra essere stato sapientemente colto e reinterpretato dalla stilista.
Abiti leggeri e bon ton, per una donna bon chic bon genre che ama essere seducente e femminile senza essere mai volgare, ostentata o esagerata nell’esibizione della sua femminilità. Lo si capisce dagli abiti impalpabili impreziositi da piume e da mongolia, declinati nei colori tenui del cipria e del beige, del nero e del bianco avorio. Abiti scivolati sul corpo, proporzioni perfette per pantaloni di taglio essenziale, arricchiti dalla leggerezza delle piume: su scolli, profili, e sulle scarpe (deliziose). Da non perdere i collier circolari in pelle e metallo, le piume tra i capelli, e le piume cucite come ali sulle spalle delle modelle. Colori dominanti il cammello, il nero, il malva, il rosa tenue e qualche tocco di rosa acceso. Una collezione leziosa, leggera, chic e femminile per un marchio che, piano piano e con capacità e coerenza si sta aprendo una strada nel complesso mondo moda.
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Come ogni stagione, una delle sfilate che attendo con maggior attesa è quella di Alberta Ferretti, perchè la stilista, con le sue creazioni è sempre in grado di andare oltre le attese. Mi perdonerete ma non sono riuscita a scattare delle foto “decenti” della sfilata, ma sono riuscita a catturare giusto qualche dettaglio degli abiti che rendono l’idea di questa collezione. In via del Senato la location è come sempre perfetta, ed è allestita come per le migliori occasioni: passerella total white, come da tradizione Ferretti, a esaltare i capi usciti dal genio della stilista romagnola.
Quello che più mi colpisce di questa collezione è il fatto che gli abiti da giorno siano davvero abiti da giorno, mentre le impalpabili sete e chiffon sono giustamente utilizzate principalmente per gli outfit serali. Di giorno la donna Ferretti per l’Autunno/Inverno 2011 si copre dal freddo, con pattern di colori e fantasie molto accese e vivaci, la sera tornano gli impalpabili abiti della tradizione Ferretti. Daywear pratici, comodi e colorati, che trovano la loro massima espressione nelle tunichette molto Anni Settanta, negli stivaloni sopra il ginocchio decorati e in velluto, nei cappottini di taglio pulito anch’essi di ispirazione Seventies. Colori decisi come il fuxia, l’ottanio (colore protagonista anche delle collezioni maschili, ricordate?), il blu elettrico, arancio vivo. Colori decisi, non un briciolo di pelle scoperta per il giorno, grafismi e grafiche molto precise sembrano contrapporsi decisamente alle impalpabili sete degli abiti da sera, lunghi e preziosi, decorati di cristalli e paillettes. Nero, perla, grigio, rosa cipria per il gran soirèe.
Non mancano le pellicce in questa collezione, uno dei must have che sembra essere emerso dopo questo mio primo giorno di passerelle, cominciato con Marani e terminato con N°21. E, per tornare alla collezione della Ferretti una dicotomia, una doppia anima, forse già annunciata a inizio show dalle grafiche a “crepa” su abiti e top.
Alberta Ferretti





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La signora Beckham sta imparando bene la lezione (di stilista) e chi pensava di vedere sfilare in passerella look sobri e tubini neri, dovrà rivedere un po’ la sua idea. Perchè per il prossimo autunno/inverno 2011/2012 la linea di Victoria Beckham punta sì sugli abiti iper aderenti che ormai sono il suo marchio di fabbrica, ma stupisce con il colore e con alcune linee morbide, dando così una doppia anima a questa linea. Ruggine, arancio, giallo sole, blu zaffiro, grigio, nero, oro e rosa cupo sono i colori dominanti: colori decisi, netti, precisi, così come sono netti e precisi i tagli degli abiti; al rigore del tubino con manica al gomito si contrappone la egg shape dell’abito blu cobalto, alla precisione del monospalla ruggine, il gioco di sovrapposizioni della giacca grigia e via, quasi a farci comprendere come che anche Victoria (prima testimonial del sua linea) ha scoperto la comodità di un abito meno strizzato (forse perchè in dolce attesa?).
Foto | GoRunway.com per Vogue
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Mentre partecipava ad un evento a San Paolo, in Brasile, la top Gisele Bundchen avrebbe annunciato il suo addio alle passerelle. “Per le sfilate sono ormai in pensione” avrebbe detto. Sicuramente dire addio alle passerelle non significa rinunciare a editoriali, pubblicità, copertine, eventi legati al fashion system. Divenuta mamma da pochi mesi, la supertop cambierà idea?
Via | ANSA

Dettagli sartoriali per la collezione presentata a Parigi da Yves Saint Laurent per la donna del prossimo A/I 2010. Si riconosce nelle linee pulite, minimali, nel tanto gioco di nero la sapiente mano di Stefano Pilati, che continua a raccogliere, collezione dopo collezione, consensi ed applausi. Pantaloni ampi e morbidi e pencil skirts con la vita alta, giacchine ben costruite, tagli che cadono perfettamente sulla silouhette, per una collezione dai toni neutri, ma dai dettagli futuristici, visibili nell’uso di materiali come il pvc per le maniche e le piccole cappe, che si fondono con la sensualità delle pellicce e del tulle. Ad interrompere il flusso continuo di bianco e nero, qualche spunto di viola e blu elettrico, rosa shocking, giallo e verde smeraldo, che colorano i mini abiti da cocktail. Una lezione di stile che sicuramente Monsieur Saint Laurent avrebbe apprezzato.
Immagini via | Style.com
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