Chanel quindi presenta degli abiti molto importanti, con dettagli damascati in oro, e lo fa al Grand Palais. Molto belli i tessuti broccati, i tweed, la seta pesante, che regalano un effetto prezioso, quasi imperiali. Questa è la collezione delle citazioni, e si possono leggere anche dei chiari richiami ai preraffaelliti e a William Morris.
Durante il fashion show c’è stato un colpo di scena. L’ultimo modello è dedicato alla maternità, con tanto di modella con pancione di 7 mesi. Un’immagine davvero d’effetto, che per certi versi ha sconvolto l’equilibrio della sfilata. Ovviamente, la sposa incinta ha sfilato al braccio di Karl, come un padre che accompagna la figlia all’altare, indossando un abito bianco in seta con una mantella dal preziosissimo ricamo. Solo Lagerfeld poteva compiere un simile miracolo: la vera opera d’arte è la natura. È lei che ci regala gli spettacoli più belli.
Un colpo di genio o forse un modo per nascondere una crisi creativa? Chanel, come detto ha un fascino unico, ma tende a non rinnovarsi e stavolta non perché porta alta la bandiera e l’eleganza di Coco, semplicemente perché paralizzato in una situazione autoreferenziale.








