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Divieto per questi smalti e gel dal 1° maggio: buttali prima che sia tardi

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Dal 1 maggio 2026 stop a smalti e gel glitterati - Fashionblog.it

Dal 1° maggio 2026 cambio importante per i cosmetici: stop a molti smalti e gel con argento

Dal 1° maggio 2026, in tutta l’Unione europea, scatterà la fase applicativa del Regolamento UE 2026/78, approvato dalla Commissione europea.

La norma restringe l’uso di alcune sostanze nei prodotti cosmetici per motivi di sicurezza tossicologica. Per i consumatori, l’effetto più evidente sarà uno: molti smalti glitterati, gel UV/LED e prodotti brillanti per unghie con argento cosmetico usciranno di scena.

Smalti, gel UV e nail art: cosa sparisce dagli scaffali

Il nodo è l’argento indicato nell’INCI e tra i coloranti cosmetici, soprattutto con il codice CI 77820. Da anni viene usato per creare riflessi metallizzati, effetti shimmer e texture luminose. Con le nuove regole, però, questa sostanza non potrà più comparire in diverse categorie molto diffuse: smalti, semipermanenti, gel UV/LED, prodotti per la ricostruzione unghie, glitter per nail art e anche alcuni cosmetici per il body painting.

Per chi va in salone o compra online, il cambiamento sarà tutt’altro che teorico. Molti prodotti oggi in vendita, soprattutto quelli con finish argentato o molto brillante, da maggio saranno fuori norma se non verranno riformulati.

È un cambio di regole che aggiorna il Regolamento (CE) n. 1223/2009 sui cosmetici, intervenendo sulle sostanze classificate come cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione.

Perché l’argento nei cosmetici è finito nel mirino

Negli ultimi anni l’attenzione scientifica si era fermata soprattutto sul nano-argento, già discusso per i possibili effetti di penetrazione e accumulo nei tessuti.

Adesso, però, la stretta riguarda anche altre forme. Il Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori ha valutato con cautela l’esposizione prolungata, in particolare nei casi in cui le particelle possono essere assorbite o inalate.

Il messaggio, in sostanza, è semplice: meno esposizione, meno rischio. In quest’ottica, l’argento massiccio e il nano-argento non saranno ammessi nei cosmetici.

L’argento in polvere micronica, invece, potrà restare solo in casi limitati e con soglie molto basse. Non dappertutto, quindi. Solo dove il rischio viene considerato più contenuto.

I nuovi limiti: dove resta il CI 77820 e dove no

La nuova disciplina prevede che il colorante CI 77820 possa restare in alcuni prodotti, come rossetti, lucidalabbra e ombretti, ma con una concentrazione massima dello 0,2%. Nei prodotti per l’igiene orale, come dentifrici e collutori, il limite scende allo 0,05%. Di fatto, un uso molto ridotto.

La stretta è ancora più netta per tutto ciò che riguarda unghie e aerosol. Negli spray e nei prodotti aerosol l’attenzione sale per i possibili rischi legati all’inalazione. E infatti diversi impieghi vengono esclusi del tutto. Per chi produce cosmetici, il margine è minimo: o si cambia formula, oppure il prodotto sparisce dagli scaffali.

Il regolamento non riguarda soltanto l’argento. Mette limiti anche al 2-idrossibenzoato di esile, cioè l’Hexyl Salicylate, una sostanza usata nelle fragranze cosmetiche per le sue note floreali.

smalti gel vietati 1 maggio 2026

Smalti e gel vietati dall’1 maggio – Fashionblog.it

Nei profumi resterà consentito, ma entro quantità controllate. Nelle creme e nei prodotti leave-on, invece, le concentrazioni dovranno essere molto più basse. Per i cosmetici destinati ai bambini sotto i tre anni, i vincoli saranno ancora più rigidi.

Sotto osservazione finisce anche il Bifenil-2-olo, usato come conservante antibatterico. Nei prodotti da risciacquo, come shampoo, detergenti e bagnodoccia, potrà essere impiegato fino allo 0,2%. Nei prodotti leave-on, per esempio creme viso, creme corpo e alcuni make-up fluidi, il tetto sarà dello 0,15%. Nei prodotti per il cavo orale, invece, sarà vietato, così come negli spray.

L’etichetta diventa decisiva: cosa controllare

Per i consumatori, il primo strumento resta l’INCI, cioè l’elenco degli ingredienti stampato sulla confezione. Le diciture da tenere d’occhio sono Silver, CI 77820 e, nei casi più tecnici, i riferimenti a forme specifiche di argento. Capire subito se un prodotto è conforme non sarà sempre facile, soprattutto nei primi mesi di transizione, quando nei negozi potranno ancora trovarsi lotti messi in commercio prima dell’entrata in vigore.

Per le aziende, invece, la corsa è già partita. Le linee più esposte sono quelle del make-up effetto glitter, dei trattamenti per unghie e di alcuni prodotti oral care che avevano puntato la loro comunicazione su claim antibatterici legati ai metalli.

“Dovremo riformulare diverse referenze”, ha spiegato in queste settimane al settore un responsabile regolatorio citato da media specializzati. In parole semplici: cambiano le formule e, in alcuni casi, cambieranno anche texture e resa visiva.

Beauty meno scintillante, ma con regole più rigide

Il risultato, almeno nel breve periodo, sarà un mercato con meno prodotti effetto specchiato o glitterato, soprattutto nel segmento nail. Ma il senso della norma europea è chiaro: spostare l’equilibrio verso una maggiore sicurezza del consumatore, anche se questo significa rinunciare a ingredienti diventati popolari per motivi estetici.

Non si tratta di un semplice ritocco tecnico. È un segnale preciso al mercato beauty, che dovrà adeguarsi a standard più severi e a controlli più stretti sulle sostanze usate ogni giorno. Per chi compra, la differenza si vedrà anche a colpo d’occhio: meno bagliori sulle unghie, più attenzione all’etichetta.

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