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Luigi & Iango: la mostra Corpi Speciali a Roma

La mostra Corpi Speciali a Roma espone oltre 200 fotografie di Luigi & Iango alla Galleria Nazionale, indagando il corpo come identità e trasformazione fino a novembre 20

Luigi & Iango: la mostra Corpi Speciali a Roma
Immagine: Didier Descouens (via Wikimedia Commons) (CC BY-SA 4.0)

Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma è in corso una delle mostre fotografiche più attese dell’autunno: Corpi Speciali, il progetto espositivo firmato dal duo Luigi & Iango, aperto al pubblico dal 13 ottobre al 29 novembre 2026. Più di 200 fotografie occupano gli spazi della GNAM, costruendo un percorso visivo che interroga il corpo come luogo di identità, trasformazione ed espressione. La mostra Corpi Speciali a Roma non è una semplice antologia di immagini: è una proposta di sguardo, un modo diverso di stare davanti alla fotografia di moda e oltre.

Chi sono Luigi & Iango: un duo che ha ridisegnato il linguaggio visivo della moda

Luigi Murenu e Iango Henzi lavorano insieme da anni come coppia artistica e professionale, costruendo un archivio visivo riconoscibile per la sua qualità formale e per la capacità di spingersi oltre il perimetro convenzionale della fotografia di moda. Il loro lavoro è apparso sulle copertine e nelle pagine delle più importanti riviste internazionali, ma ha sempre mantenuto una tensione artistica che eccede il semplice servizio editoriale.

Quello che distingue Luigi & Iango da molti fotografi del loro settore è la coerenza con cui affrontano il soggetto umano: il corpo non è mai solo un veicolo per mostrare un abito o una tendenza, ma diventa il centro dell’immagine, con la sua storia, la sua specificità, la sua capacità di raccontare qualcosa che va oltre l’estetica immediata. Corpi Speciali è, in questo senso, la sintesi più compiuta di questa visione.

Oltre 200 fotografie alla GNAM: cosa racconta la mostra Corpi Speciali a Roma

Il titolo scelto dal duo è già un programma. «Corpi speciali» non è un’etichetta classificatoria — non indica corpi fuori norma o corpi eccezionali nel senso militare del termine — ma un modo per restituire a ogni corpo la sua singolarità irriducibile. Le oltre 200 fotografie in mostra esplorano il corpo come spazio di identità, trasformazione e di espressione personale: tre dimensioni che si sovrappongono e si interrogano a vicenda lungo tutto il percorso espositivo.

Tra i soggetti inclusi nella mostra c’è Amanda Lepore, figura iconica della cultura visiva e performativa contemporanea, che ha confermato la propria presenza nel progetto. La sua inclusione non è casuale: Lepore incarna da decenni una riflessione radicale sul corpo come costruzione, come scelta, come opera in continuo divenire. La sua presenza nella mostra dice molto sull’approccio di Luigi & Iango: non un catalogo di corpi «diversi» da osservare con distanza, ma un insieme di soggettività fotografate con la stessa attenzione e la stessa qualità di sguardo.

La scelta della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea come sede non è neutra. La GNAM è uno dei luoghi più autorevoli del sistema museale italiano, e ospitare una mostra di fotografia di questa portata all’interno delle sue sale significa collocare il lavoro di Luigi & Iango in un dialogo esplicito con la storia dell’arte, non solo con quella della fotografia di moda.

La curatela di Francesca Alfano Miglietti e il progetto Tenderstories

La mostra è curata da Francesca Alfano Miglietti, critica e curatrice tra le più rigorose del panorama italiano, nota per la sua capacità di costruire percorsi espositivi che attraversano arte, corpo, identità e cultura visiva senza semplificazioni. La sua presenza garantisce al progetto una struttura critica solida, capace di tenere insieme la dimensione estetica e quella concettuale.

A produrre e organizzare la mostra è Tenderstories, realtà fondata da Moreno Zani, che negli ultimi anni si è affermata come uno dei soggetti più attivi nel promuovere progetti culturali di qualità in Italia. La combinazione tra una curatela critica autorevole e una produzione capace di sostenere un progetto di questa scala — oltre 200 opere in uno dei musei più importanti di Roma — è uno degli elementi che rende Corpi Speciali un appuntamento da seguire con attenzione.

Perché questa mostra conta per chi segue la moda e la cultura visiva

Chi lavora o si muove nel mondo della moda sa che la fotografia è uno dei suoi linguaggi fondativi. Non un accessorio, non una documentazione: un modo di produrre significato, di costruire immaginari, di stabilire quali corpi siano visibili e in che modo. Corpi Speciali porta questa conversazione fuori dalle riviste e dagli schermi, e la colloca in uno spazio fisico, museale, dove le immagini possono essere guardate con il tempo e la distanza che meritano.

In un momento in cui il dibattito sulla rappresentazione del corpo nella moda è più vivo che mai — tra campagne che ampliano il casting, passerelle che includono soggetti diversi per età, corporatura e identità, e un pubblico sempre più attento a come le immagini costruiscono o demoliscono norme estetiche — il lavoro di Luigi & Iango offre un punto di vista maturo, non militante nel senso retorico del termine, ma profondamente consapevole di cosa significhi fotografare un corpo nel 2026.

Per chi è a Roma o può raggiungerla prima del 29 novembre 2026, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea è la destinazione. Per chi si occupa di moda, di fotografia, di cultura visiva o semplicemente di come le immagini parlano di noi, Corpi Speciali è una di quelle mostre che vale la pena vedere di persona, non solo scorrere sul feed.

Duecento fotografie sono un impegno visivo serio. Luigi & Iango lo sanno, e la GNAM offre lo spazio giusto per sostenerlo. Roma, per quasi due mesi, ospita una riflessione sul corpo che la moda raramente riesce a fare con questa profondità.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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