Ottobre 2026 e Victoria’s Secret torna a fare quello che sa fare meglio: trasformare una sfilata in un evento capace di monopolizzare l’attenzione di tutto il settore. La victoria’s secret 2026 sfilata ha avuto luogo a Los Angeles e ha riunito sul runway alcune delle presenze più attese degli ultimi anni, mescolando ritorni iconici, debuti inaspettati e storie personali che vanno ben oltre la passerella. Non è solo una questione di lingerie e ali di piume: è una dichiarazione su chi conta oggi nel fashion system, e perché.
Kylie Jenner indossa il Fantasy Bra da 50 milioni di dollari
Il debutto di Kylie Jenner sulla passerella di Victoria’s Secret era nell’aria da tempo, ma vederlo concretizzarsi ha avuto comunque il suo peso specifico. La più giovane del clan Kardashian-Jenner ha scelto il momento giusto per fare il suo ingresso in questo mondo: non come ospite o front row celebrity, ma come protagonista sul runway, indossando il Fantasy Bra da 50 milioni di dollari, il pezzo più prezioso e simbolicamente carico dell’intera collezione.
Il Fantasy Bra è da sempre il termometro dello show: chi lo indossa non è semplicemente una modella, è il volto dell’edizione. Affidarlo a Kylie Jenner significa che Victoria’s Secret ha scelto consapevolmente di posizionarsi nell’orbita della cultura pop più contemporanea, quella che non passa necessariamente per le agenzie tradizionali ma attraverso un’influenza costruita su anni di presenza digitale, collaborazioni beauty e un pubblico globale misurabile. Il messaggio è chiaro: il brand vuole parlare a una generazione che non ha necessariamente nostalgia degli Angeli anni Novanta, ma che conosce benissimo chi è Kylie Jenner.
Sul runway di Los Angeles, Kylie ha condiviso la scena con Bella e Gigi Hadid e con Megan Thee Stallion, confermando che il casting di questa edizione ha puntato su nomi con una presenza culturale che va oltre la sola modellistica. Un approccio che Victoria’s Secret sta affinando da qualche stagione, cercando di allargare la propria definizione di “Angelo”.
Il ritorno di Barbara Palvin: sei settimane dopo il parto
Se il debutto di Kylie Jenner ha catturato l’attenzione del grande pubblico, il ritorno di Barbara Palvin ha detto qualcosa di più sottile e forse più duraturo sul modo in cui le top model contemporanee gestiscono la propria carriera. La modella ungherese è tornata sulla passerella di Victoria’s Secret sei settimane dopo il parto, una scelta che ha generato discussioni tanto nel mondo della moda quanto fuori.
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La questione non è banale. Il rientro postpartum di una modella in uno show di questa portata apre inevitabilmente una conversazione su aspettative, pressioni e autonomia. Barbara Palvin ha scelto di esserci, e questo è un dato di fatto. Come ogni scelta pubblica fatta da una persona con visibilità, porta con sé letture diverse: c’è chi la legge come una dimostrazione di forza e libertà personale, chi solleva domande sui ritmi imposti dall’industria. Entrambe le prospettive meritano spazio, senza che nessuna delle due annulli l’altra.
Quello che è certo è che la presenza di Palvin ha aggiunto alla victoria’s secret 2026 sfilata una dimensione narrativa che le edizioni precedenti non avevano. Non si tratta solo di chi cammina sulla passerella, ma di cosa rappresenta farlo in quel momento specifico della propria vita.
Il ritorno delle ex Angel: da Adriana Lima a Rosie Huntington-Whiteley
Una delle mosse più efficaci di questa edizione è stata la convocazione delle former Angels: Adriana Lima, Alessandra Ambrosio, Behati Prinsloo, Candice Swanepoel, Doutzen Kroes e Rosie Huntington-Whiteley hanno tutte sfilato, creando un effetto reunion che non ha nulla di nostalgico fine a se stesso.
La strategia è intelligente perché funziona su più livelli. Per chi ha più di trent’anni, vedere Adriana Lima o Candice Swanepoel sul runway di Victoria’s Secret è un riferimento affettivo potente. Per chi invece conosce il brand principalmente attraverso i contenuti digitali degli ultimi anni, questi nomi rappresentano un archivio vivente, una credenziale storica che il marchio usa per affermare la propria continuità. Il risultato è uno show che riesce a parlare contemporaneamente a generazioni diverse senza sembrare schizzofrenico.
La presenza simultanea di queste veterane e di newcomer come Kylie Jenner costruisce una narrativa di passaggio del testimone che Victoria’s Secret non aveva mai esplicitato con tanta chiarezza. È una scelta di casting che racconta una strategia di brand, non solo un’estetica.
Timothée Chalamet in prima fila e il front row come estensione del runway
Non si può parlare della victoria’s secret 2026 sfilata senza menzionare il front row, che in questo tipo di evento è parte integrante dello spettacolo tanto quanto il runway stesso. Timothée Chalamet era tra i presenti, una scelta di invito che conferma come Victoria’s Secret stia lavorando per attrarre un pubblico maschile più ampio e culturalmente sofisticato, o almeno per essere percepita come rilevante anche in quegli ambienti.
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La presenza di Chalamet — attore con una fanbase trasversale e un’immagine costruita su scelte stilistiche precise, spesso al confine tra menswear classico e sperimentazione — non è casuale. È un segnale di posizionamento: Victoria’s Secret vuole essere discussa anche nei contesti in cui si parla di moda come cultura, non solo come lingerie o spettacolo.
Il front row di uno show come questo è da anni un’operazione editoriale parallela: chi siede in prima fila genera contenuti, conversazioni e copertura mediatica che moltiplicano la portata dell’evento ben oltre le ore della sfilata stessa.
Cosa racconta questa edizione sull’evoluzione del brand
Victoria’s Secret ha attraversato anni difficili, segnati da critiche alla sua rappresentazione della femminilità, da un calo di rilevanza culturale e da tentativi di riposizionamento non sempre riusciti. La victoria’s secret 2026 sfilata sembra essere il momento in cui questi tentativi trovano una sintesi più convincente.
Il casting misto — veterane, nuovi volti, personalità pop — riflette un brand che ha smesso di cercare un’unica definizione di attrattività e sta invece costruendo un sistema di riferimenti plurale. Non è ancora chiaro se questa strategia si tradurrà in una crescita commerciale duratura, ma come operazione di immagine, l’edizione 2026 è probabilmente la più coerente degli ultimi anni.
Puoi seguire gli aggiornamenti ufficiali dello show direttamente sul profilo della sfilata Victoria’s Secret 2026 per approfondire il casting completo e i dettagli dell’evento.
Quello che rimane, al di là dei numeri e delle polemiche, è l’immagine di Kylie Jenner con un Fantasy Bra da 50 milioni di dollari e di Barbara Palvin che torna in passerella sei settimane dopo aver partorito: due storie molto diverse che, insieme, raccontano dove sta andando Victoria’s Secret e, forse, dove sta andando una certa idea di moda spettacolo nel 2026.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








