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Gucci, l’ex CEO Patrizio di Marco contro l’azienda

A due mesi esatti dall’addio a Gucci, emergono elementi sul reale allontanamento dell’ex amministratore delegato e della ex direttrice creativa Frida Giannini, svelati dal New York Times.

A dicembre scorso la ferale dell’addio di Frida Giannini e Patrizio di Marco a Gucci colpì tutti noi come una mazzata in piena pancia: nessuno si sarebbe aspettato che la coppia sentimental-lavorativa di Gucci saltasse fuori un giorno annunciando il proprio licenziamento dall’azienda, nonostante i profitti del marchio all’interno del gruppo di lusso Kering non fossero più esattamente positivi, anzi, in discreta perdita.

A due mesi di distanza dalla notizia, con Patrizio di Marco sostituito da Marco Bizzarri e Frida Giannini da Alessandro Michele (che debutta ufficialmente nella moda donna il 25 Febbraio a Milano dopo la sfilata maschile messa su in quattro e quattr’otto a Gennaio), il New York Times è stato in grado di svelare alcuni elementi che gettano una nuova luce sul reale addio dell’ex direttore creativo e dell’ex CEO, grazie all’acquisizione di un documento Word di circa 3000 parole consegnato ai dipendenti Gucci che avevano lavorato con Di Marco.

Il 18 Dicembre scorso, Patrizio di Marco ha tenuto un discorso in una caffetteria di proprietà di Gucci, davanti ai propri ormai ex dipendenti. L’ex amministratore delegato ci ha tenuto a sottolineare che il suo addio non fosse spontaneo, bensì che lui fosse stato licenziato dall’azienda a causa di pressioni interne dovute a nemici della sua posizione.

Contro la mia volontà, lascio la mia cattedrale incompleta. È un peccato che non potrò vedere come continuerà questa bellissima storia. […] Gucci è il marchio che ho amato di più nella mia vita, il marchio che amerò sempre, e anche il marchio dove ho incontrato l’amore della mia vita.

Naturalmente splendide le parole per Frida Giannini, compagna di lavoro e di vita in un’avventura terminata bruscamente:

Non solo perché è la migliore compagna di vita o la migliore madre possibile che una persona difficile e complicata come me avrebbe potuto sperare di incontrare, ma perché sul posto di lavoro -che entrambi abbiamo messo sopra a tutto, ad enormi costi personali- è stata la miglior partner che si potesse desiderare.

Frida Giannini se ne è andata addirittura con un mese di anticipo (probabilmente sbattendo fortissimo la metaforica porta) scegliendo di traslocare le sue cose con l’aiuto di pochissimi fidati amici, e lasciando un interrogativo grosso così: chi avrebbe preso il suo posto da Gucci?

Tantissimi i nomi che sono circolati per la poltrona di direttore creativo di Gucci, da Riccardo Tisci a Joseph Altuzarra fino a Hedi Slimane o alla bufala del ritorno di Tom Ford.

Figurarsi le nostre facce quando colui che è stato nominato alla direzione creativa del marchio è stato lo sconosciuto Alessandro Michele, da dodici anni in azienda quale collaboratore per la sezione accessori e poi braccio destro di Frida. Una fashion executive di Kering che ha voluto rimanere anonima ha dichiarato al NYT:

Non so cosa pensare. Non ha senso per me. Non mi aspettavo che scegliessero uno sconosciuto.

FASHION-ITALY-WOMEN-GUCCI

Un’altra questione che è stata analizzata è stata proprio quella della fashion couple: agli inizi del lavoro di Frida Giannini in combo con Patrizio di Marco, i due non erano ancora una coppia ma all’interno del Gruppo Gucci non era visto di buon occhio avere relazioni tra colleghi. La discrezione li ha premiati ma quando hanno deciso di venire allo scoperto, condendo il tutto con una figlia (nata nel 2012), i profitti dell’azienda hanno iniziato a fermarsi.

Alcuni hanno puntato il dito proprio contro di loro, sostenendo che essere un team così stretto tra moglie e marito influisse sui rapporti con i collaboratori; altri, invece, hanno semplicemente visto un maggiore ridimensionamento del target di Gucci sul mercato, come ha dichiarato Imran Amed, il capo del sito Business Of Fashion:

Si è passati da un leader internazionale riconosciuto nel mondo della moda ad un brand più provinciale, focalizzato sul prodotto. Non era più il marchio che avrebbe creato reazioni a catena di ispirazioni sull’industria, come riusciva a fare sotto Tom Ford. Quando perdi l’influenza creativa, i numeri e il denaro probabilmente gli vanno dietro.

L’era di Alessandro Michele da Gucci è appena cominciata, mentre Frida Giannini tace e non si fa vedere in giro.

Via | New York Times

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