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Dublino, condannato per il tentato omicidio di tre bambini

Giornalisti e passanti davanti all’ingresso di un tribunale in una giornata piovosa, con un furgone della Garda in strada
Giornalisti attendono fuori da un tribunale a Dublino dopo un verdetto in un caso di cronaca, con la polizia presente nelle vicinanze.

Un uomo di 52 anni, Riad Bouchaker, è stato riconosciuto colpevole a Dublino del tentato omicidio di tre bambini e dell’aggressione ad altre quattro persone per l’attacco avvenuto il 23 novembre 2023 in Parnell Square, un caso che sconvolse l’Irlanda perché colpì piccoli all’uscita da una struttura per l’infanzia e che, poche ore dopo, fece da detonatore ai disordini nel centro della capitale.

Verdetto di colpevolezza per l’attacco di Parnell Square

La decisione è arrivata nel pomeriggio di mercoledì davanti alla Central Criminal Court: la giuria, riunita da martedì, ha deliberato per circa sei ore prima di dichiarare Bouchaker colpevole di tutti e otto i capi d’accusa, che l’imputato aveva sempre negato. Al momento della lettura del verdetto, l’uomo — indicato in aula come senza fissa dimora — si stava consultando con il proprio interprete.

Tra le accuse confermate c’è il tentato omicidio di tre minori, ma anche l’aggressione con gravi lesioni ai danni della lavoratrice del nido Leanne Flynn, oltre all’aggressione di altri due bambini e di un adolescente. Il giudice Tony Hunt, rivolgendosi ai giurati, li ha ringraziati per il “duro lavoro” svolto e ha osservato che ascoltare parte delle prove “è molto difficile”; poi ha aggiunto che i verdetti sono “del tutto in linea con le prove ascoltate” in dibattimento.

Le ferite alle vittime e la ricostruzione emersa in aula

Nel corso del processo, la corte ha sentito che una bambina di cinque anni ha riportato una lesione cerebrale permanente dopo essere stata accoltellata al cuore. È uno dei passaggi più pesanti dell’intera vicenda, e anche uno di quelli che hanno segnato il dibattimento più di altri, per la natura delle ferite e per l’età delle vittime.

Secondo quanto riferito in aula, l’attacco coinvolse in totale sette persone ferite, tra cui bambini e adulti. La posizione della procura, accolta dalla giuria con il verdetto di colpevolezza su tutti i capi, è che Riad Bouchaker sia responsabile non solo del tentato omicidio dei tre piccoli, ma anche delle violenze contestate agli altri presenti in Parnell Square, nel cuore di Dublino.

La sentenza fissata per ottobre e la custodia in carcere

La fase processuale non è ancora conclusa: la sentenza è stata fissata per il 12 ottobre e fino ad allora Bouchaker resterà in custodia. Solo allora il tribunale definirà la pena, dopo un procedimento che in Irlanda è stato seguito con attenzione costante, anche per le conseguenze immediate che il caso ebbe sull’ordine pubblico.

Il giudizio della giuria, infatti, chiude un passaggio centrale del processo penale ma non esaurisce il peso pubblico della vicenda. In aula, il tono è rimasto sobrio, quasi trattenuto; eppure il verdetto su otto accuse su otto dà la misura di come i giurati abbiano ritenuto coerente e sufficiente il quadro probatorio ricostruito dall’accusa.

Dall’aggressione ai riot: cosa accadde a Dublino quella sera

L’attacco del 23 novembre 2023 provocò, nel giro di poche ore, una vasta ondata di riot a Dublino. Le violenze esplosero in diverse zone della città e costrinsero le autorità a schierare il più alto numero di reparti antisommossa mai impiegato nella storia dello Stato irlandese, secondo quanto ricostruito allora dalle istituzioni.

Il bilancio fu pesante: entro poche ore vennero distrutti 11 veicoli della polizia, mentre 13 negozi subirono gravi danni e altri furono saccheggiati durante gli scontri con gli agenti. Andarono distrutti anche tre autobus e un tram, e diversi poliziotti rimasero feriti nel corso di circa tre ore di violenze continuate nel centro cittadino.

All’epoca, l’allora capo della polizia irlandese, Drew Harris, attribuì i disordini a una “fazione folle e teppista guidata da un’ideologia di estrema destra”. Una definizione netta, pronunciata mentre la città cercava ancora di rimettere insieme i fatti: prima l’aggressione ai bambini in Parnell Square, poi le false voci, la rabbia in strada, gli incendi. Adesso è arrivato il verdetto sul primo capitolo giudiziario di quella giornata.

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