A Wimbledon 2026, cominciato lunedì 30 giugno sui campi dell’All England Club di Londra, a prendersi una parte della scena accanto al tennis sono stati anche David Beckham e il figlio Romeo Beckham, arrivati nel Royal Box con due orologi di fascia molto diversa ma ugualmente riconoscibili: il primo con il nuovo Tudor Black Bay 58, il secondo con un Patek Philippe Nautilus in oro giallo 18 carati. Il motivo dell’attenzione, in fondo, è semplice: a Wimbledon l’abito conta, e spesso anche il polso dice qualcosa.
David Beckham a Wimbledon 2026 con il nuovo Tudor Black Bay 58
Per David Beckham, da tempo ambasciatore del marchio svizzero Tudor, la scelta non ha sorpreso gli osservatori più attenti. L’ex capitano dell’Inghilterra, seduto in tribuna con completo chiaro e cravatta scura, ha mostrato il nuovo Black Bay 58, modello rilanciato nel 2026 e già finito tra gli orologi più discussi dell’anno. Un dettaglio notato quasi subito dai fotografi appostati all’ingresso di Church Road, poco prima dell’inizio del programma di giornata.
Il nuovo Tudor Black Bay 58 conserva la cassa da 39 millimetri, ma interviene sulla forma generale, più sottile al polso e meno massiccia rispetto alla versione precedente. C’è anche il ritorno di una corona più piccola, in linea con l’impostazione vintage del modello, mentre sul piano tecnico arriva la certificazione Master Chronometer, cioè standard più severi su precisione e resistenza ai campi magnetici. Non è un dettaglio da poco, per chi segue l’orologeria. E infatti, nel paddock informale di Wimbledon, qualcuno lo ha fatto notare sottovoce: “È un aggiornamento vero, non solo estetica”.
Romeo Beckham sceglie il Patek Philippe Nautilus in oro giallo
Se il padre ha puntato su una novità dal profilo sportivo e misurato, Romeo Beckham ha invece scelto un pezzo che, da solo, basta a riempire il polso. Il figlio di David e Victoria si è presentato con un Patek Philippe Nautilus, uno degli orologi più riconoscibili dell’alta gamma, nella versione in oro giallo 18 carati. Più vistoso, sì, ma senza eccessi nel contesto di Wimbledon, dove il dress code resta elegante e piuttosto rigido.
Il Nautilus, disegnato nel 1976, è considerato da decenni un punto di riferimento dell’alta orologeria sportiva. La sua forza, allora come oggi, sta nell’equilibrio: bracciale in metallo, cassa ispirata all’architettura industriale, linee da orologio elegante. È un modello posseduto, fra gli altri, dall’ex calciatore Thierry Henry e dal designer Virgil Abloh, morto nel 2021. Sul mercato, poi, resta uno degli esemplari più difficili da ottenere: i prezzi variano molto a seconda della referenza e della disponibilità, ma per una versione in oro giallo si sale facilmente su cifre molto alte, spesso ben oltre il listino ufficiale.
Due generazioni Beckham, due orologi di lusso molto diversi
Il confronto tra i due segnatempo, più che economico, è quasi narrativo. Da una parte c’è David Beckham, 51 anni, volto istituzionale del lusso sportivo, legato a un marchio con cui collabora apertamente; dall’altra Romeo Beckham, classe 2002, che sceglie un simbolo trasversale di status e gusto personale. Due registri diversi, in quel pomeriggio londinese. Eppure coerenti con l’immagine pubblica della famiglia.
Nel caso del Tudor Black Bay 58, il messaggio è quello di un lusso controllato, tecnico, aggiornato nei contenuti. Il Patek Philippe Nautilus di Romeo, invece, parla il linguaggio della rarità e della riconoscibilità immediata, quasi senza bisogno di spiegazioni. Chi frequenta il circuito delle celebrity lo sa: a eventi come Wimbledon l’orologio non è solo un accessorio, ma un segnale sociale. A volte discreto, a volte no. In questo caso, entrambi leggibili al primo colpo d’occhio.
Wimbledon e celebrity style, perché gli orologi restano sotto osservazione
Negli anni Wimbledon è diventato anche una vetrina parallela per il celebrity style, con particolare attenzione a giacche, occhiali e soprattutto orologi di lusso. Il torneo londinese, per tradizione, mescola sport e mondanità in modo più netto rispetto ad altri Slam: pubblico selezionato, inviti, fotografi, ospiti del cinema, della moda e dello sport. Solo allora il dettaglio al polso smette di essere secondario e finisce dentro il racconto della giornata, accanto ai risultati sul campo.
La presenza di David Beckham e Romeo Beckham nel giorno d’apertura conferma proprio questo meccanismo. Non c’è soltanto il richiamo del cognome, né solo il valore dei due orologi. C’è il contesto: Londra, l’erba, le tribune, i completi estivi, i tempi lenti tra un match e l’altro. E in quel momento, quasi inevitabilmente per chi osserva la scena, il Tudor Black Bay 58 e il Patek Philippe Nautilus diventano una parte della cronaca di Wimbledon 2026. Non più semplice contorno, ma dettaglio che resta.








