Silvio Baldini, allenatore nato a Massa l’11 settembre 1958, oggi 17 luglio 2026 è al centro dell’attenzione per due ragioni che si sovrappongono: il suo ruolo di commissario tecnico ad interim della Nazionale italiana dopo la nomina del 10 aprile 2026, e il lutto che ha colpito la sua famiglia con la morte della figlia Valentina Baldini, scomparsa a 30 anni. È una vicenda che tiene insieme calcio e vita privata, panchine e silenzi, nel momento in cui il tecnico toscano resta uno dei nomi più discussi del panorama azzurro.
Chi è Silvio Baldini
Silvio Baldini è uno degli allenatori più riconoscibili del calcio italiano, non per una bacheca piena di trofei ma per un modo di stare in panchina che negli anni ha lasciato un segno preciso. Toscano, cresciuto a Canevara, alle porte di Massa, ha un profilo che nel pallone si nota subito: voce roca, gesti larghi, frasi nette, spesso senza mediazioni. Eppure dietro quell’immagine, a tratti ruvida, c’è un tecnico di lungo corso che ha costruito la sua credibilità lontano dai grandi centri del calcio. Diplomato al liceo scientifico, poi iscritto all’Isef di Firenze, Baldini ha avuto un passato da calciatore nei campi dilettantistici della sua zona, prima di scegliere presto la panchina. Tra gli allenatori incontrati da ragazzo c’è anche Adriano Buffon, padre di Gianluigi Buffon, dettaglio che nel tempo è diventato quasi un piccolo passaggio di consegne dentro il calcio italiano.
La carriera tra Serie A, Serie B e Serie C
La prima chiamata da allenatore arriva a 26 anni, al Bagnone, ma il salto nel professionismo si concretizza con il Chievo in Serie B nella stagione 1997-1998. Da lì comincia una traiettoria lunga più di trent’anni: Brescia, Empoli, poi il ritorno in Toscana che gli consegna una delle pagine più solide della carriera, con la promozione in Serie A nel 2002 e la salvezza l’anno successivo. Solo allora arrivano piazze più esposte, come Palermo, Parma, Lecce e Catania, esperienza chiusa nel 2008 con dimissioni anticipate. Più avanti ci saranno Vicenza, un secondo passaggio all’Empoli e soprattutto la scelta, nel 2017, di sedersi sulla panchina della Carrarese rinunciando allo stipendio: una decisione che ha raccontato meglio di molte interviste il suo rapporto con il mestiere. Nel dicembre 2021 torna al Palermo e nel giugno 2022 riporta il club in Serie B; per quella promozione riceve la Panchina d’oro di Serie C nel febbraio 2023, premio poi donato al museo rosanero. Seguono le parentesi con Perugia, Crotone e Pescara, fino alla svolta federale.
Il ruolo in Nazionale e il momento attuale
Nel luglio 2025 la FIGC affida a Baldini la guida della Nazionale Under 21, scelta letta da molti come un riconoscimento tardivo ma coerente. Meno di un anno dopo, il 10 aprile 2026, in seguito alle dimissioni di Gennaro Gattuso dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2026, Baldini viene promosso CT ad interim della Nazionale maggiore. Nelle amichevoli di giugno contro Lussemburgo e Grecia, entrambe vinte, schiera in larga parte i ragazzi già allenati nell’Under 21: una continuità tecnica che in federazione è stata considerata utile, quasi inevitabile in quel passaggio. Oggi il suo nome resta sul tavolo della Federazione, mentre il nuovo assetto dirigenziale valuta a chi affidare in via definitiva la panchina azzurra per gli impegni ufficiali di settembre. Lui, fedele al suo stile, non ha cercato sponde pubbliche: ha parlato di lavoro, gruppi, responsabilità. Il resto, ha lasciato intendere, viene dopo.
La vita privata, la moglie Paola e il lutto per Valentina
Sulla vita privata Baldini ha sempre tenuto una linea netta, quasi severa: poco spazio pubblico, nessuna esposizione superflua. È sposato con Paola ed è padre di tre figli, Valentina, Mattia e Niccolò; Mattia Baldini, da tempo, collabora nello staff tecnico del padre. Nelle ultime ore, però, la dimensione familiare è entrata nella cronaca per la morte di Valentina Baldini, avvenuta il 17 luglio 2026. Valentina, primogenita del tecnico, era nata con una grave tetraparesi spastica ed era diventata medico specialista in psichiatria e ricercatrice, con diverse pubblicazioni scientifiche internazionali. Per il suo impegno nella tutela della salute psico-fisica aveva ricevuto il titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Nella sua autobiografia del 2022, “Il calcio vincente. O vinco o imparo”, Baldini le aveva dedicato pagine molto personali, indicandola come una guida interiore prima ancora che affettiva. In questo passaggio, forse il più duro, l’allenatore che in pubblico ha sempre parlato senza girarci intorno si ritrova davanti a un dolore che il calcio, per una volta, non riesce a coprire.








