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Un infortunio ferma il ritorno di Williams a Wimbledon

Tennista seduta su una panchina con ginocchio fasciato mentre un membro dello staff applica ghiaccio a bordo campo in erba
Una tennista riceve cure al ginocchio a bordo di un campo in erba, immagine che richiama un ritiro last minute in un torneo importante.

Serena Williams ha rinunciato sabato 4 luglio al suo atteso rientro nel doppio di Wimbledon insieme alla sorella Venus Williams, all’All England Club di Londra, per un problema al ginocchio accusato dopo il match perso martedì contro l’australiana Maya Joint: la coppia americana, sei volte campione sui prati londinesi, avrebbe dovuto tornare a giocare in uno Slam per la prima volta dal 2022, ma il fisico dell’ex numero uno, 44 anni, non ha retto. La conferma è arrivata nel pomeriggio, a pochi minuti da un allenamento programmato alle 16 locali, quando ormai a Church Road si aspettava solo l’ultima verifica.

Serena Williams si ritira dal doppio a Wimbledon

L’annuncio è stato dato dalla stessa Serena Williams con un messaggio pubblicato su Instagram, poche ore prima della partita contro la colombiana Camila Osorio e l’argentina Solana Sierra, incontro inserito nell’ordine di gioco non prima delle 16.30 BST. “Sono distrutta dal dovermi ritirare dal doppio”, ha scritto l’americana, spiegando che il ritorno in campo era stato “un regalo” e che la possibilità di giocare di nuovo con Venus “significava tutto”. Poi la frase che ha chiuso ogni margine, se ancora ce n’era: “Ho fatto tutto il possibile per essere pronta, ma il mio ginocchio non è ancora in condizione di competere”. Una comunicazione asciutta, senza conferenza stampa. Del resto, già dopo il singolare perso con Joint, gli organizzatori di Wimbledon avevano fatto sapere che la giocatrice “non era in grado di svolgere i propri impegni con i media”.

Il problema al ginocchio e i tentativi fino all’ultimo

Il fastidio, secondo la ricostruzione emersa nelle ore successive, si era presentato durante la sconfitta in tre set contro la ventenne australiana, una partita combattuta in cui Serena Williams aveva provato a restare dentro lo scambio anche quando il movimento laterale sembrava meno fluido del solito. Nelle immagini pubblicate sui social, l’ex campionessa ha mostrato una fasciatura vistosa sul ginocchio sinistro e anche alcune siringhe che, a suo dire, sono state usate per drenare il liquido accumulato nell’articolazione. Un dettaglio concreto, quasi brutale, che dà la misura del tentativo fatto per non mancare all’appuntamento. Eppure non è bastato. Il programma del sabato, con la sfida collocata tardi e senza un campo assegnato in anticipo, lasciava intuire che gli organizzatori volessero concederle più tempo possibile. Solo allora si sarebbe presa la decisione definitiva. È arrivata circa un quarto d’ora prima dell’allenamento previsto, quando il rientro era ormai diventato troppo rischioso.

Il ritorno con Venus sfuma e cambia il tabellone

Per il pubblico londinese, e non solo, il richiamo era soprattutto quello del nome Williams accanto a Williams: una coppia che a Wimbledon ha vinto sei titoli e che resta, anche a distanza di anni, una delle immagini più riconoscibili del tennis moderno. La sfida con Osorio e Sierra era attesa proprio per questo, per il valore simbolico prima ancora che tecnico. Gli organizzatori avevano gestito il match con cautela, senza irrigidire gli orari, così da evitare problemi di calendario in caso di forfait. In quel momento il torneo si è limitato a prendere atto della scelta, ringraziando la giocatrice. Nello stesso messaggio social, Serena ha voluto citare il direttore del torneo Jamie Baker e tutto lo staff, “per avermi dato ogni opportunità di giocare qui”. Poi un passaggio rivolto ai tifosi: “Grazie per il vostro sostegno e per aver reso questo comeback così significativo”. Una chiusura che sa di arrivederci, non di addio.

Cosa succede adesso: il calendario verso lo US Open

Resta da capire quale sarà la prossima tappa del rientro di Serena Williams, perché al momento non sono arrivati annunci ufficiali sul calendario delle prossime settimane. Dopo Wimbledon, la stagione femminile si sposta sul cemento nordamericano, il tratto che porta allo US Open, in programma dal 30 agosto al 13 settembre. È lì, verosimilmente, che si concentrerà l’attenzione, anche se molto dipenderà dalle condizioni del ginocchio e dai tempi di recupero. Il messaggio conclusivo lasciato ai tifosi — “stay tuned to a city near you”, restate sintonizzati per una città vicino a voi — ha acceso le ipotesi senza scioglierle. Nessuna promessa, nessuna data. Solo un indizio. Per una campionessa da 23 titoli Slam in singolare, ogni comparsa resta un evento, ma il punto vero, oggi, è un altro: il fisico continua a dettare il ritmo del ritorno. E su quei prati dove aveva costruito gran parte della sua leggenda, stavolta il rientro si è fermato prima ancora di cominciare.

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