Abbigliamento

I debutti più attesi della couture conquistano Parigi e Roma

Sarta sistema il corpetto di un abito couture avorio con gonna piumata, backstage con appendiabiti
Ritocchi finali a un abito couture nel backstage, tra abiti in attesa e atmosfera da fashion week.

A Parigi, da questa settimana, i principali nomi della haute couture tornano in passerella per una serie di debutti che riguarda Balenciaga, Fendi, Jean Paul Gaultier e altri marchi molto osservati, in un calendario che promette di misurare non solo il gusto della stagione ma anche i nuovi equilibri del lusso. È qui, tra maison consolidate e firme attese dagli addetti ai lavori, che la moda più costruita e costosa prova ancora una volta a raccontare il proprio tempo: con abiti, certo, ma anche con scelte di casting, scenografie, luoghi e messaggi.

Alta moda a Parigi, i debutti più attesi della settimana

Il nome che apre più aspettative è quello di Pierpaolo Piccioli, arrivato da poco alla guida di Balenciaga dopo l’uscita da Valentino. Nelle sue stagioni di couture Valentino aveva costruito un linguaggio riconoscibile — colori pieni, ricami, silhouette teatrali — e anche per questo il suo lavoro nella maison spagnola viene seguito con attenzione quasi minuta, look dopo look.

Fin qui, nel suo passaggio da Balenciaga, Piccioli ha mostrato una linea che mescola registri diversi: da un lato una lettura più asciutta, vicina a un certo athleisure elevato, dall’altro capi che già sfiorano il terreno della couture. Nella collezione cruise 2027, per esempio, si sono visti una gonna da ballo molto ampia e un top effetto “piuma”, insieme a un accessorio che, quasi in sordina, ha raccolto attenzione tra stylist e compratori: la jazz shoe, scarpa dal profilo essenziale che potrebbe diventare uno dei dettagli ricorrenti della stagione.

Maria Grazia Chiuri da Fendi e il ritorno del dialogo con Roma

L’altro esordio osservato da vicino è quello di Maria Grazia Chiuri, chiamata come chief creative officer di Fendi dopo la lunga esperienza da Dior. Il suo debutto nell’alta moda Fendi non avverrà nella sede abituale ma off-site, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, in un contesto che lega il nuovo corso della maison alla città della stilista e, insieme, alla memoria della casa.

Nello stesso spazio è prevista anche una mostra dedicata a Karl Lagerfeld, figura centrale per la storia di Fendi, e la scelta del luogo sembra avere un peso che va oltre la scenografia. Roma, per Chiuri, è casa e riferimento culturale; portare qui la prima prova couture significa inscrivere la collezione in una cornice precisa, quasi dichiarata. Gli addetti ai lavori, nelle ultime ore, parlano soprattutto di questo: non solo cosa sfilerà, ma come la stilista proverà a tenere insieme artigianato romano, archivio Fendi e una visione personale che negli anni è stata spesso politica, qualche volta divisiva, ma sempre riconoscibile.

Jean Paul Gaultier cambia passo con Duran Lantink

Sul calendario c’è poi un passaggio che interessa molto chi segue la moda più sperimentale: il primo vero affondo couture di Duran Lantink da Jean Paul Gaultier. Lantink, designer olandese noto per un approccio tagliente e volutamente irregolare, ha già lasciato intravedere una direzione personale nel marchio, e ora avrà a disposizione il formato più libero e complesso, quello della couture, dove volume, costruzione e provocazione possono spingersi più in là.

Per Jean Paul Gaultier è anche un cambio di metodo. Negli ultimi anni la maison aveva affidato le collezioni a una serie di guest designer — da Ludovic de Saint Sernin a Simone Rocha, passando per Nicolas di Felice, Julien Dossena e Glenn Martens — trasformando ogni stagione in un episodio a sé. Con Lantink il passo sembra diverso: meno esercizio una tantum, più idea di continuità. Eppure resta intatta quella tensione che il pubblico di Gaultier conosce bene, quella voglia di spiazzare che, in couture, spesso trova il suo terreno migliore.

Ashi Studio, Manish Malhotra e i nomi da tenere d’occhio

Accanto ai grandi debutti, il calendario lascia spazio a marchi che sul red carpet pesano già parecchio. Ashi Studio, amato da star come Zendaya e Margot Robbie, arriva a questa settimana con un capitale d’immagine molto forte: linee scolpite, abiti da sera che funzionano in fotografia e una clientela che trasforma subito la passerella in conversazione globale. Per chi osserva il rapporto tra moda e celebrità, sarà uno dei passaggi da seguire con più attenzione.

C’è poi Manish Malhotra, volto noto dell’industria indiana e nome legato alle star di Bollywood, che continua a espandere la propria presenza nel circuito internazionale della couture. E infine due apparizioni che incuriosiscono molto gli addetti ai lavori: Olivier Theyskens, stilista belga apprezzato per il lavoro da Rochas e Nina Ricci, presenterà il nuovo marchio Boloria, anticipato da immagini cupe firmate dal fotografo Willy Vanderperre; mentre Michael Stewart, fondatore di Standing Ground, farà il suo debutto couture da ospite, portando in passerella il suo minimalismo severo, ispirato ai paesaggi dell’Irlanda. A completare il quadro restano poi i nomi già centrali del calendario — Daniel Roseberry per Schiaparelli, Jonathan Anderson per Dior, Matthieu Blazy per Chanel — in una settimana che, almeno sulla carta, sembra destinata a dire molto su dove stia andando la moda di lusso.

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