Accessori

A Wimbledon finisce la favola di Arthur Fery, ma brilla il Rolex Sea-Dweller del padre

Uomo in tribuna guarda un match su campo in erba, con orologio sportivo in acciaio al polso
Un padre sugli spalti segue con tensione il match sull’erba, con un diver in acciaio e quadrante nero al polso.

A Wimbledon, dove il britannico Arthur Fery, 23 anni, ha sorpreso il torneo arrivando fino alla semifinale del singolare da wild card, venerdì sugli spalti si è notato ancora una volta suo padre Loïc Fery, imprenditore francese e presenza fissa al suo angolo, con al polso un Rolex Sea-Dweller dal quadrante nero: un dettaglio di stile, sì, ma anche il segno di una ritualità ormai evidente, quella di un genitore che segue ogni scambio con lo sguardo teso e le mani ferme, solo a tratti sciolte in un applauso. Nel percorso del giovane londinese c’è il risultato sportivo, certo, eppure attorno alla sua corsa si è acceso anche un racconto laterale, più lieve ma non secondario, che mette insieme tennis, famiglia e orologi di lusso.

Arthur Fery, la corsa da wild card a Wimbledon

Il dato che ha fatto rumore riguarda proprio il torneo: Arthur Fery è stato indicato come il primo britannico entrato con una wild card a raggiungere la semifinale di Wimbledon, e il secondo giocatore in assoluto a riuscirci dopo Goran Ivanišević, impresa che risalirebbe a 25 anni fa. Numeri che, in un Championships spesso severo con gli outsider, spiegano bene la portata della sua settimana sull’erba. Fery, cresciuto tra studio e circuito, si è ritrovato all’improvviso al centro del Centre Court, con il pubblico inglese che lo ha spinto punto dopo punto. In quel momento, quasi più del tabellone, si è vista la sua tenuta mentale: pochi gesti, sguardo basso, risposta rapida anche nei passaggi più tesi.

Loïc Fery, il padre in tribuna e il sostegno senza pause

Accanto alla storia sportiva se n’è imposta un’altra, più intima. Loïc Fery, volto noto nel mondo degli affari e da tempo il primo tifoso del figlio, è stato ripreso più volte a bordo campo mentre seguiva il match con partecipazione trattenuta, quella di chi sa che ogni reazione può pesare. Non è un dettaglio da rotocalco, o non solo: a Wimbledon le inquadrature sui familiari raccontano molto del clima che circonda un giocatore, e nel caso di Arthur la figura del padre è apparsa centrale. Chi lo ha osservato in tribuna lo descrive come composto, quasi severo, ma presente su ogni punto importante. Un cenno del capo, un applauso breve, poi di nuovo il silenzio. “Sono momenti suoi”, avrebbe confidato a chi gli stava vicino, lasciando al campo tutta la scena.

Rolex Sea-Dweller, il modello scelto per la semifinale

Al polso di Loïc Fery, per la sfida più pesante del torneo, si è visto un Rolex Sea-Dweller con quadrante nero, modello che agli appassionati dice molto più di quanto sembri a un primo sguardo. Esteticamente resta sobrio, quasi essenziale per gli standard della maison, ma ha una personalità precisa: cassa più ampia, linee robuste, un’impronta tecnica che lo distingue dal più noto Submariner. La misura, 43 millimetri, gli dà una presenza più netta sul polso; il resto lo fanno spessore e peso, percepibili anche da lontano. È un orologio pensato per l’uso professionale, non semplicemente per accompagnare un abito o una giacca estiva in tribuna. E infatti, tra gli appassionati, il Sea-Dweller è spesso descritto come un tool watch vero, con un’identità più funzionale che ornamentale.

Prezzo, caratteristiche e il confronto con il Submariner

Sul piano tecnico, il Rolex Sea-Dweller offre una resistenza all’acqua fino a 1.220 metri, un dato che lo colloca in una fascia diversa rispetto a molti modelli usati ogni giorno come accessorio di lusso. È anche per questo che viene spesso accostato al Submariner solo fino a un certo punto: il secondo resta più versatile, più cittadino se si vuole, mentre il primo ha una costruzione che parla di immersione, pressione, utilizzo specialistico. Quanto al prezzo, il listino indicato per la versione in Oystersteel parte da 12.150 sterline, mentre la variante in Oystersteel e oro giallo sale a 18.800 sterline. Cifre alte, senza dubbio, ma in linea con un segmento che unisce manifattura, immagine e tenuta del valore. Così, mentre Arthur Fery provava a spingere ancora più avanti il suo torneo, quel Rolex nero visto in tribuna è diventato un dettaglio narrativo in più: non il centro della storia, certo, però un frammento riconoscibile di questa settimana londinese.

Change privacy settings
×