A Wimbledon 2026 non si è parlato soltanto di tennis: nei giorni del torneo, sugli spalti dell’All England Club di Londra, una parte della scena se l’è presa il polso delle celebrità, da Roger Federer a David Beckham, passando per Andrew Garfield, Gareth Bale, Ncuti Gatwa e Romeo Beckham, con modelli di Rolex, IWC, TAG Heuer e Patek Philippe finiti sotto la lente di appassionati e collezionisti perché, tra tradizione, immagine pubblica e piccoli segnali di stile, anche un orologio può raccontare molto di chi lo indossa.
Roger Federer e il ritorno del Rolex Datejust II a Wimbledon
Per molti, il dettaglio più riconoscibile è stato quello di Roger Federer, da anni ambassador Rolex e volto quasi naturale del torneo londinese. L’ex campione svizzero, vincitore di 20 titoli del Grande Slam, si è presentato con un Rolex Datejust II già visto in una data che per lui conta parecchio: la finale di Wimbledon 2009, quella del suo 15° Slam. Un richiamo netto, quasi silenzioso, a una delle immagini più note della sua carriera. Non una novità di mercato, dunque, ma un ritorno. Eppure proprio questo ha acceso i commenti sui social e tra i presenti, dove il legame fra Federer, Wimbledon e Rolex resta qualcosa di molto preciso, quasi rituale.
Andrew Garfield, l’IWC non ancora annunciato e il gioco dell’anteprima
Se Federer ha scelto la memoria, Andrew Garfield ha spostato l’attenzione sull’anticipazione. Nel weekend l’attore britannico è stato visto con un IWC Ingenieur Automatic dal quadrante blu che diversi osservatori del settore hanno indicato come un modello non ancora presentato ufficialmente, atteso – secondo indiscrezioni circolate negli ambienti dell’orologeria – nei giorni immediatamente successivi. Non ci sono state conferme formali da parte dell’attore, né spiegazioni pubbliche del marchio in quel momento. Però il dettaglio è bastato. “È uno di quelli che non ti aspetti di vedere prima del lancio”, ha osservato online un watch spotter molto seguito, rilanciando una discussione che, nel giro di poche ore, ha superato il recinto degli specialisti. A Wimbledon succede anche questo: tra una partita sul Centre Court e un ingresso nel Royal Box, il lusso si muove spesso per allusioni, mai per dichiarazioni troppo dirette.
Da Gareth Bale a Ncuti Gatwa, due modi opposti di stare al polso
Sul fronte sportivo, Gareth Bale ha puntato su un classico che da tempo piace ai collezionisti contemporanei, il Rolex GMT-Master II “Batman”, chiamato così per la lunetta blu e nera. Un modello riconoscibile, ormai quasi iconico nel circuito degli appassionati, che l’ex calciatore gallese ha indossato con la naturalezza di chi conosce bene quel linguaggio. Del resto, tra ex campioni e grandi eventi londinesi, il confine tra accessorio e dichiarazione personale è sottile. Poco distante, in un registro diverso, Ncuti Gatwa ha invece attirato l’occhio con un TAG Heuer Aquaracer Professional Solargraph 100 da 28 millimetri. Cassa più piccola, profilo più sobrio, presenza comunque nitida. È un segnale interessante, perché negli ultimi anni la tendenza agli orologi più grandi sembrava quasi obbligata; qui no, il messaggio è stato l’opposto. Più misura, meno volume. E in un contesto come Wimbledon, dove giacche chiare, cravatte e abiti estivi contano ancora, la scelta non è passata inosservata.
Romeo Beckham, Daytona turchese e il lusso giovane sugli spalti
Tra i volti più osservati c’è stato anche Romeo Beckham, apparso due volte durante il torneo con due orologi diversi. In una prima uscita ha sfoggiato un Patek Philippe Nautilus, pezzo da tempo centrale nel mercato dell’alta orologeria sportiva; in un secondo momento, invece, è tornato con uno dei modelli che più facilmente accendono il desiderio dei collezionisti Rolex, il Rolex Daytona con quadrante turchese. Un orologio che, per rarità percepita e forza visiva, viene spesso considerato un vero grail watch da chi segue il marchio. La scelta di Romeo Beckham conferma una linea già vista in altri contesti pubblici della famiglia: lusso riconoscibile, ma mai troppo distante dall’estetica pop. E così Wimbledon, oltre al tennis e al protocollo, si conferma ancora una volta una vetrina parallela per la moda maschile e per il mercato degli orologi di lusso, dove ogni dettaglio – un quadrante, una lunetta, un modello ripescato dal passato – finisce per dire qualcosa. Anche senza parlare.








