A Parigi, durante le sfilate di haute couture primavera-estate 2026 presentate nei giorni scorsi, da Chanel a Dior, passando per Marc Jacobs a New York e Gucci a Times Square, i designer hanno rilanciato una stessa idea: sovrapporre collane, ciondoli e pietre senza togliere nulla, anzi aggiungendo ancora un livello, perché il nuovo corso della moda sembra archiviare la stagione del quiet luxury e riportare al centro un accessorio più libero, più visibile, quasi giocoso. È un segnale che arriva dalle passerelle, ma parla già al guardaroba quotidiano. E, in quel momento, anche una regola tramandata per decenni — quella attribuita a Gabrielle Chanel, togliere un ultimo dettaglio prima di uscire — sembra capovolgersi.
Chanel couture 2026, il ritorno delle collane sovrapposte
Nella collezione Chanel couture primavera-estate 2026, firmata da Matthieu Blazy e mostrata all’inizio della settimana, l’occhio cadeva sui tailleur-gonna con applicazioni di vite, sui richiami quasi campestri di alcuni look, eppure il dettaglio più netto era altrove: una serie di collane floreali di perline, annodate, impilate, avvolte una sull’altra. Molte erano costruite su collier rigidi dorati, da cui scendevano frange di bugle beads giallo limone, in alcuni casi modellate come camelie, fiore-simbolo della maison. L’effetto non era quello della gioielleria intoccabile, ma di un insieme più istintivo, quasi recuperato da un cassetto. Come se, appunto, la donna Chanel avesse lasciato da parte le perle classiche per scegliere quei bijoux dimenticati in fondo al portagioie.
La stessa logica compariva anche nella costruzione degli abiti. Su diverse giacche in tweed, le scollature erano già “disegnate” da catene d’oro spaiate; su altre, da piccoli elementi tondeggianti verde lime, inseriti come parte del capo. Non un’aggiunta finale, quindi, ma una scelta incorporata nel vestire. È lì che la collezione spostava il discorso: non il gioiello come complemento ordinato, bensì come estensione del vestito, con un gusto volutamente meno composto.
Dior e la couture che smette di prendersi troppo sul serio
Un giorno prima, sempre sul fronte della couture, anche Jonathan Anderson da Dior aveva lavorato nella stessa direzione. In passerella si sono visti ciondoli floreali sovrapposti, nappe, elementi di perline accostati con una leggerezza che rompeva il registro più controllato della couture tradizionale. Nessun minimalismo severo, semmai una specie di ironia ben dosata. La sensazione, guardando l’insieme, era che l’accessorio non dovesse più obbedire a una gerarchia rigida.
Il punto, per chi osserva le sfilate di questa stagione, è proprio questo: la gioielleria couture sembra aver abbandonato la discrezione degli ultimi anni. Al posto dei collier essenziali e delle catene sottili, oggi compaiono volumi, colori, accostamenti meno “corretti”. Non è un caso isolato, ma un indizio che si ripete. E parla a una stanchezza diffusa verso il lusso silenzioso, molto presente fino a poco tempo fa, ora meno centrale nel racconto delle maison.
Marc Jacobs e Gucci, da New York a Times Square la regola è abbondare
Fuori calendario, alla New York Public Library, Marc Jacobs ha portato la tendenza in una direzione più esplicitamente millennial con la sfilata primavera-estate 2027. Sopra body aderenti in maglia a coste, il designer ha montato un insieme volutamente disordinato di collane di perline dai colori candy, fili di perle nere lucide e choker segnati da gemme traslucide. Un accumulo quasi caotico, sì, ma studiato. E che richiamava con precisione l’estetica tra fine anni Duemila e primi anni Dieci, quando il principio era semplice: più ce n’è, meglio è.
Pochi giorni dopo, al Gucci cruise 2027 presentato a Times Square, Demna ha spinto ancora oltre quella stessa intuizione. Sul look indossato da Alex Consani, la scollatura dell’abito coincideva con un colletto gioiello costruito da una cascata di catene di cristalli; sopra, erano state aggiunte sette collane di alta gioielleria Gucci, con pietre diverse, dalle tsavoriti verde intenso ai rubini. In mezzo ai maxischermi di Manhattan, quella massa luminosa non cercava equilibrio, ma impatto. E lo trovava, senza troppi giri.
Addio quiet luxury? Cosa dice il trend delle collane multiple
Mettendo insieme Chanel, Dior, Marc Jacobs e Gucci, il quadro è piuttosto chiaro: la moda sta tornando a concedersi una dose di eccesso visivo, almeno negli accessori. Tra trasparenze fiabesche, texture quasi surreali, volumi pannier e collane accumulate, molte case di moda sembrano voler superare la lunga parentesi del quiet luxury, che aveva privilegiato toni bassi, linee pulite e segnali di ricchezza appena accennati. Adesso, invece, il gioiello torna a farsi vedere. Anche troppo, se serve.
Per chi guarda alle passerelle come anticipo di ciò che arriverà nei negozi e poi in strada, il messaggio è immediato: se il dubbio è quale collana indossare, la risposta data dalle sfilate è tutte. Non una soltanto, non il pezzo unico che sistema l’insieme. Meglio sovrapporre, mischiare, persino sbagliare un po’. È una linea che, almeno per ora, rimette in circolo il gusto della combinazione personale. Meno regola, più stratificazione. E forse, solo allora, anche più libertà.








